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Questo blog è di Danila Oppio, colei che l'ha creato, e se ne è sempre presa cura, in qualità di webmaster.

mercoledì 24 maggio 2017

AVEVA RAGIONE QUELLA PAZZA DI ORIANA FALLACI.

Dopo l'ennesima strage degli innocenti, è bene rileggere quanto più volte ha ribadito Oriana Fallaci. Ne ha pubblicato, sull'argomento, diversi libri. 
  • La rabbia e l'orgoglio (2001)
  • La forza della ragione (2004)
  • Oriana Fallaci intervista se stessa (2004)




Sull'islam aveva ragione quella "pazza" di Oriana Fallaci

L'odio per l'Occidente, il fallimento dell'integrazione: in queste righe sembra di leggere la cronaca di oggi. 




Leggete queste righe come fossero un saggio scritto ieri, e avrete una valida analisi dei fatti di attualità degli ultimi giorni. Ma, com'è ovvio, le righe che seguono sono state scritte da Oriana Fallaci non in queste ore, ma all'indomani dell'11 settembre del 2001, dopo l'attacco alle Torri Gemelle. Parole scritte con rabbia e con l'intensità di cui lei era capace, ma anche con coraggio. Un coraggio che dette fastidio a chi preferiva non intendere le sue ragioni. 


Sono anni che come una Cassandra mi sgolo a gridare «Troia brucia, Troia brucia». Anni che ripeto al vento la verità sul Mostro e sui complici del Mostro cioè sui collaborazionisti che in buona o cattiva fede gli spalancano le porte. Che come nell'Apocalisse dell'evangelista Giovanni si gettano ai suoi piedi e si lasciano imprimere il marchio della vergogna. Incominciai con La Rabbia e l'Orgoglio . Continuai con La Forza della Ragione . Proseguii con Oriana Fallaci intervista sé stessa e con L'Apocalisse . I libri, le idee, per cui in Francia mi processarono nel 2002 con l'accusa di razzismo-religioso e xenofobia. Per cui in Svizzera chiesero al nostro ministro della Giustizia la mia estradizione in manette. Per cui in Italia verrò processata con l'accusa di vilipendio all'Islam cioè reato di opinione. Libri, idee, per cui la Sinistra al Caviale e la Destra al Fois Gras ed anche il Centro al Prosciutto mi hanno denigrata vilipesa messa alla gogna insieme a coloro che la pensano come me. Cioè insieme al popolo savio e indifeso che nei loro salotti viene definito dai radical-chic «plebaglia-di-destra». E sui giornali che nel migliore dei casi mi opponevano farisaicamente la congiura del silenzio ora appaiono titoli composti coi miei concetti e le mie parole. Guerra-all'Occidente, Culto-della-Morte, Suicidio-dell'Europa, Sveglia-Italia-Sveglia.

Il nemico è in casa

Continua la fandonia dell'Islam «moderato», la commedia della tolleranza, la bugia dell'integrazione, la farsa del pluriculturalismo. E con questa, il tentativo di farci credere che il nemico è costituito da un'esigua minoranza e che quella esigua minoranza vive in Paesi lontani. Be', il nemico non è affatto un'esigua minoranza. E ce l'abbiamo in casa. Ed è un nemico che a colpo d'occhio non sembra un nemico. Senza la barba, vestito all'occidentale, e secondo i suoi complici in buona o in malafede perfettamente-inserito-nel-nostro-sistema-sociale. Cioè col permesso di soggiorno. Con l'automobile. Con la famiglia. E pazienza se la famiglia è spesso composta da due o tre mogli, pazienza se la moglie o le mogli le fracassa di botte, pazienza se non di rado uccide la figlia in blue jeans, pazienza se ogni tanto suo figlio stupra la quindicenne bolognese che col fidanzato passeggia nel parco. È un nemico che trattiamo da amico. Che tuttavia ci odia e ci disprezza con intensità. Un nemico che in nome dell'umanitarismo e dell'asilo politico accogliamo a migliaia per volta anche se i Centri di accoglienza straripano, scoppiano, e non si sa più dove metterlo. Un nemico che in nome della «necessità» (ma quale necessità, la necessità di riempire le strade coi venditori ambulanti e gli spacciatori di droga?) invitiamo anche attraverso l'Olimpo Costituzionale. «Venite, cari, venite. Abbiamo tanto bisogno di voi». Un nemico che le moschee le trasforma in caserme, in campi di addestramento, in centri di reclutamento per i terroristi, e che obbedisce ciecamente all'imam. Un nemico che in virtù della libera circolazione voluta dal trattato di Schengen scorrazza a suo piacimento per l'Eurabia sicché per andare da Londra a Marsiglia, da Colonia a Milano o viceversa, non deve esibire alcun documento. Può essere un terrorista che si sposta per organizzare o materializzare un massacro, può avere addosso tutto l'esplosivo che vuole: nessuno lo ferma, nessuno lo tocca.

Il crocifisso sparirà

Un nemico che appena installato nelle nostre città o nelle nostre campagne si abbandona alle prepotenze ed esige l'alloggio gratuito o semi-gratuito nonché il voto e la cittadinanza. Tutte cose che ottiene senza difficoltà. Un nemico che ci impone le proprie regole e i propri costumi. Che bandisce il maiale dalle mense delle scuole, delle fabbriche, delle prigioni. Che aggredisce la maestra o la preside perché una scolara bene educata ha gentilmente offerto al compagno di classe musulmano la frittella di riso al marsala cioè «col liquore». E-attenta-a-non-ripeter-l'oltraggio. Un nemico che negli asili vuole abolire anzi abolisce il Presepe e Babbo Natale. Che il crocifisso lo toglie dalle aule scolastiche, lo getta giù dalle finestre degli ospedali, lo definisce «un cadaverino ignudo e messo lì per spaventare i bambini musulmani». Un nemico che in Inghilterra s'imbottisce le scarpe di esplosivo onde far saltare in aria il jumbo del volo Parigi-Miami. Un nemico che ad Amsterdam uccide Theo van Gogh colpevole di girare documentari sulla schiavitù delle musulmane e che dopo averlo ucciso gli apre il ventre, ci ficca dentro una lettera con la condanna a morte della sua migliore amica. Il nemico, infine, per il quale trovi sempre un magistrato clemente cioè pronto a scarcerarlo. E che i governi eurobei (ndr: non si tratta d'un errore tipografico, voglio proprio dire eurobei non europei) non espellono neanche se è clandestino.

Dialogo tra civiltà

Apriti cielo se chiedi qual è l'altra civiltà, cosa c'è di civile in una civiltà che non conosce neanche il significato della parola libertà. Che per libertà, hurryya, intende «emancipazione dalla schiavitù». Che la parola hurryya la coniò soltanto alla fine dell'Ottocento per poter firmare un trattato commerciale. Che nella democrazia vede Satana e la combatte con gli esplosivi, le teste tagliate. Che dei Diritti dell'Uomo da noi tanto strombazzati e verso i musulmani scrupolosamente applicati non vuole neanche sentirne parlare. Infatti rifiuta di sottoscrivere la Carta dei Diritti Umani compilata dall'Onu e la sostituisce con la Carta dei Diritti Umani compilata dalla Conferenza Araba. Apriti cielo anche se chiedi che cosa c'è di civile in una civiltà che tratta le donne come le tratta. L'Islam è il Corano, cari miei. Comunque e dovunque. E il Corano è incompatibile con la Libertà, è incompatibile con la Democrazia, è incompatibile con i Diritti Umani. È incompatibile col concetto di civiltà.

Una strage in Italia?

La strage toccherà davvero anche a noi, la prossima volta toccherà davvero a noi? Oh, sì. Non ne ho il minimo dubbio. Non l'ho mai avuto. E aggiungo: non ci hanno ancora attaccato in quanto avevano bisogno della landing-zone, della testa di ponte, del comodo avamposto che si chiama Italia. Comodo geograficamente perché è il più vicino al Medio Oriente e all'Africa cioè ai Paesi che forniscono il grosso della truppa. Comodo strategicamente perché a quella truppa offriamo buonismo e collaborazionismo, coglioneria e viltà. Ma presto si scateneranno. Molti italiani non ci credono ancora. Si comportano come i bambini per cui la parola Morte non ha alcun significato. O come gli scriteriati cui la morte sembra una disgrazia che riguarda gli altri e basta. Nel caso peggiore, una disgrazia che li colpirà per ultimi. Peggio: credono che per scansarla basti fare i furbi cioè leccarle i piedi.

Multiculturalismo, che panzana

L'Eurabia ha costruito la panzana del pacifismo multiculturalista, ha sostituito il termine «migliore» col termine «diverso-differente», s'è messa a blaterare che non esistono civiltà migliori. Non esistono principii e valori migliori, esistono soltanto diversità e differenze di comportamento. Questo ha criminalizzato anzi criminalizza chi esprime giudizi, chi indica meriti e demeriti, chi distingue il Bene dal Male e chiama il Male col proprio nome. Che l'Europa vive nella paura e che il terrorismo islamico ha un obbiettivo molto preciso: distruggere l'Occidente ossia cancellare i nostri principii, i nostri valori, le nostre tradizioni, la nostra civiltà. Ma il mio discorso è caduto nel vuoto. Perché? Perché nessuno o quasi nessuno l'ha raccolto. Perché anche per lui i vassalli della Destra stupida e della Sinistra bugiarda, gli intellettuali e i giornali e le tv insomma i tiranni del politically correct , hanno messo in atto la Congiura del Silenzio. Hanno fatto di quel tema un tabù.

Conquista demografica

Nell'Europa soggiogata il tema della fertilità islamica è un tabù che nessuno osa sfidare. Se ci provi, finisci dritto in tribunale per razzismo-xenofobia-blasfemia. Ma nessun processo liberticida potrà mai negare ciò di cui essi stessi si vantano. Ossia il fatto che nell'ultimo mezzo secolo i musulmani siano cresciuti del 235 per cento (i cristiani solo del 47 per cento). Che nel 1996 fossero un miliardo e 483 milioni. Nel 2001, un miliardo e 624 milioni. Nel 2002, un miliardo e 657 milioni. Nessun giudice liberticida potrà mai ignorare i dati, forniti dall'Onu, che ai musulmani attribuiscono un tasso di crescita oscillante tra il 4,60 e il 6,40 per cento all'anno (i cristiani, solo 1'1 e 40 per cento). Nessuna legge liberticida potrà mai smentire che proprio grazie a quella travolgente fertilità negli anni Settanta e Ottanta gli sciiti abbiano potuto impossessarsi di Beirut, spodestare la maggioranza cristiano-maronita. Tantomeno potrà negare che nell'Unione Europea i neonati musulmani siano ogni anno il dieci per cento, che a Bruxelles raggiungano il trenta per cento, a Marsiglia il sessanta per cento, e che in varie città italiane la percentuale stia salendo drammaticamente sicché nel 2015 gli attuali cinquecentomila nipotini di Allah da noi saranno almeno un milione.

Addio Europa, c'è l'Eurabia

L'Europa non c'è più. C'è l'Eurabia. Che cosa intende per Europa? Una cosiddetta Unione Europea che nella sua ridicola e truffaldina Costituzione accantona quindi nega le nostre radici cristiane, la nostra essenza? L'Unione Europea è solo il club finanziario che dico io. Un club voluto dagli eterni padroni di questo continente cioè dalla Francia e dalla Germania. È una bugia per tenere in piedi il fottutissimo euro e sostenere l'antiamericanismo, l'odio per l'Occidente. È una scusa per pagare stipendi sfacciati ed esenti da tasse agli europarlamentari che come i funzionari della Commissione Europea se la spassano a Bruxelles. È un trucco per ficcare il naso nelle nostre tasche e introdurre cibi geneticamente modificati nel nostro organismo. Sicché oltre a crescere ignorando il sapore della Verità le nuove generazioni crescono senza conoscere il sapore del buon nutrimento. E insieme al cancro dell'anima si beccano il cancro del corpo.

Integrazione impossibile

La storia delle frittelle al marsala offre uno squarcio significativo sulla presunta integrazione con cui si cerca di far credere che esiste un Islam ben distinto dall'Islam del terrorismo. Un Islam mite, progredito, moderato, quindi pronto a capire la nostra cultura e a rispettare la nostra libertà. Virgilio infatti ha una sorellina che va alle elementari e una nonna che fa le frittelle di riso come si usa in Toscana. Cioè con un cucchiaio di marsala dentro l'impasto. Tempo addietro la sorellina se le portò a scuola, le offrì ai compagni di classe, e tra i compagni di classe c'è un bambino musulmano. Al bambino musulmano piacquero in modo particolare, così quel giorno tornò a casa strillando tutto contento: «Mamma, me le fai anche te le frittelle di riso al marsala? Le ho mangiate stamani a scuola e...». Apriti cielo. L'indomani il padre di detto bambino si presentò alla preside col Corano in pugno. Le disse che aver offerto le frittelle col liquore a suo figlio era stato un oltraggio ad Allah, e dopo aver preteso le scuse la diffidò dal lasciar portare quell'immondo cibo a scuola. Cosa per cui Virgilio mi rammenta che negli asili non si erige più il Presepe, che nelle aule si toglie dal muro il crocifisso, che nelle mense studentesche s'è abolito il maiale. Poi si pone il fatale interrogativo: «Ma chi deve integrarsi, noi o loro?».

L'islam moderato non esiste

Il declino dell'intelligenza è il declino della Ragione. E tutto ciò che oggi accade in Europa, in Eurabia, ma soprattutto in Italia è declino della Ragione. Prima d'essere eticamente sbagliato è intellettualmente sbagliato. Contro Ragione. Illudersi che esista un Islam buono e un Islam cattivo ossia non capire che esiste un Islam e basta, che tutto l'Islam è uno stagno e che di questo passo finiamo con l'affogar dentro lo stagno, è contro Ragione. Non difendere il proprio territorio, la propria casa, i propri figli, la propria dignità, la propria essenza, è contro Ragione. Accettare passivamente le sciocche o ciniche menzogne che ci vengono somministrate come l'arsenico nella minestra è contro Ragione. Assuefarsi, rassegnarsi, arrendersi per viltà o per pigrizia è contro Ragione. Morire di sete e di solitudine in un deserto sul quale il Sole di Allah brilla al posto del Sol dell'Avvenir è contro Ragione.

Ecco cos'è il Corano

Perché non si può purgare l'impurgabile, censurare l'incensurabile, correggere l'incorreggibile. Ed anche dopo aver cercato il pelo nell'uovo, paragonato l'edizione della Rizzoli con quella dell'Ucoii, qualsiasi islamista con un po' di cervello ti dirà che qualsiasi testo tu scelga la sostanza non cambia. Le Sure sulla jihad intesa come Guerra Santa rimangono. E così le punizioni corporali. Così la poligamia, la sottomissione anzi la schiavizzazione della donna. Così l'odio per l'Occidente, le maledizioni ai cristiani e agli ebrei cioè ai cani infedeli.

DELUSIONE aforisma di Oriana Fallaci


sabato 1 aprile 2017

Ora lo sa tutta Legnano...di Danila Oppio

Come da avviso precedente, avevo giurato a me stessa di non pubblicare più nulla su questo blog, ma trattandosi di una notizia per me molto importante, ho deciso di pubblicarla.



http://www.legnanonews.com/news/cronaca/902189/poetessa_legnanese_vince_premio_letterario_


A questo link potrete leggere l'articolo pubblicato ieri nel giornale legnanese online Legnano News. Beh, si, mi riguarda da vicino, visto che mi ha portato fortuna Mariavittoria Riccio, pubblicando la mia poesia SONO LA TUA OMBRA INNAMORATA, su questa testata, durante il periodo natalizio. 
Così ho partecipato proprio con questa poesia ad un concorso indetto dall'Associazione Culturale Hostaria delle Immagini di Cortemaggiore e...stupore! Ha ottenuto il primo premio.
Ma non bastasse, la professoressa Riccio ha voluto comunicare la notizia a tutta Legnano. Ti ringrazio di vero cuore, Mariavittoria! E ovviamente il mio grazie va al direttore del giornale, dott. Marco Tajé.
Grazie dal profondo del cuore.
Danila Oppio






venerdì 24 marzo 2017

AVVISO AI NAVIGANTI

Questo blog nacque anni fa, col preciso intento di ospitare amici poeti e scrittori. E anche opere di autori famosi. Ora è saturo. Ho altri due blog da seguire quotidianamente. Non ha più senso continuare ad amministrare Gironzolando...
Chiedo venia a tutti...e tutti saluto con cordialità, meno che uno, come dice il caro amico e Maestro José Van Roy Dalì, figlio del celebre Salvador Dalì... ma "da lì" non mi sposto, e non torno più qui. Chi desidera seguirmi, lo può fare su  https://versiinvolo.blogspot.it/   
 oppure su

Non lo elimino, ciò che contiene rimane, semplicemente non ho più voglia né il tempo di aggiornarlo.
Danila 










venerdì 17 marzo 2017

Primo Premio al concorso Hostaria delle Immagini di Danila Oppio

Gent. Danila Oppio, sono lieta di comunicarle che la sua poesia si  è classificata al Primo Posto. Complimenti e cordiali saluti

 La coordinatrice Carla Maffini
CONCORSO NAZIONALE DI POESIA E FOTOGRAFIA
 Il Circolo Culturale e Ricreativo “HOSTARIA DELLE IMMAGINI” di Cortemaggiore, ha indetto il concorso di poesia e fotografia la cui premiazione è avvenuta domenica 12 marzo 2017. Tra le varie sezioni, la poesia a tema libero inedita in lingua italiana
SONO LA TUA OMBRA INNAMORATA
di Danila Oppio ha ottenuto il Primo Premio.
1°Classificato (trofeo e diploma d'onore con grande medaglia aurea)




Sono la tua ombra innamorata


Sono la tua ombra innamorata
Tu non mi vedi, ma ti sono accanto
Sempre, nella vita, ti ho cercata
Musica che accompagna il canto

Lungo il percorso del cammino
Ho seguito le tue orme sull’asfalto
E dentro le aiole del tuo giardino
Resto immersa nel dolce incanto

Ti chiami cultura, arte e poesia
E ti seguo con grande passione
In ogni istante ti sento più mia
Ti rincorro, come fosse una missione

Sono la tua ombra innamorata:
L’orma dei tuoi piedi sul selciato
Della vita, estatica e ammaliata
Nell’ascolto d’un verso appassionato

Tardi, amore mio, ti ho incontrato
Ma, nel silenzio di una vuota stanza
Sempre risuona il motivo desiderato
Di un concerto grosso in risonanza

E come lunga ombra nel tramonto
Resto incollata ai tuoi saldi piedi
Forse non potrò mai vederti in volto
Mai io sarò là dove tu, calma, siedi.

Danila Oppio

lunedì 27 febbraio 2017

Poesie e prosa in musica - di Danila Oppio

Un breve sunto di alcune mie opere tradotte in video. Qui sotto, un breve racconto (nel video solo accennato)  che ha vinto il primo premio al concorso La Luna e il Drago; I migliori anni. 
Sotto ancora, il link di una mia poesia, che ha vinto la menzione di merito al concorso, sempre de La Luna e il Drago, che l'organizzatrice Anna Montella ha pubblicato in una pagina musicale.
Più sotto ancora, il link per vedere ed ascoltare una mia poesia, composta in parte in lingua italiana e in parte in spagnolo, ispirata ad alcuni brani musicali da ma tanto amati.
Buona visione e buon ascolto.
Danila Oppio





http://operacollettiva.weebly.com/oppio.html


Cliccando sul sovrastante link, potrete leggere questa mia poesia, con sottofondo musicale.
Ha ottenuto la Menzione di merito al concorso  al concorso organizzato da La Luna e il Drago, VIII Edizione - Il poeta sei tu che leggi. 
Questa poesia è entrata a far parte dell'antologia omonima. 

martedì 14 febbraio 2017

Sognando tra le note di Danila Oppio



Dedico questa mia poesia musicale a tutti gli innamorati, ma anche no! Grazie ad Anna Montella, che con molta perizia ha creato questo video, esattamente come lo desideravo
Buon ascolto e auguri a tutti!
Danila Oppio

sabato 11 febbraio 2017

Lele - Ora mai

Lele - Ora mai



ROMA – “L’emozione di portare una mia canzone a Sanremo è sicuramente enorme e, da musicista, il privilegio di proporla con quell’orchestra è motivo di orgoglio – racconta Lele –  ‘Ora Mai’ parla del momento in cui in una relazione si arriva al silenzio, che sa far male molto più delle parole dette. È la consapevolezza che qualcosa sta per finire”.
Lele è il vincitore di Sanremo 2017 nella sezione Nuove Proposte.
“Ora Mai” (testo e musica di Raffaele Esposito, Rory Di Benedetto e Rosario Canale) è un brano caratterizzato da sonorità pop accattivanti e un ritornello che rimane subito impresso.

Resti come queste nuvole
senza peso, te ne vai
ed io non riesco più ad illudere
il tuo volto, ciò che sento
che non sei
Ed ogni ferita dentro lascia il segno
come le frasi che mi tengo quando te ne vai
e sento forte dentro questo inverno
ed ogni giorno mi prometto che non tornerà
Ma non è facile, neanche le nuvole
hanno tenuto il peso dei pensieri
qui piove da ieri
ora, mai
Non può essere abitudine
non lo sono stato mai
e mentre tutto adesso è inutile
mi rivesto, non ci penso
vado via
Ed ogni ferita dentro lascia il segno
come le frasi che mi tengo quando te ne vai
e sento forte dentro questo inverno
ed ogni giorno mi prometto che non tornerà
Ma non è facile, neanche le nuvole
hanno tenuto il peso dei pensieri
qui piove da ieri
ora, mai
Perché ciò che ho sempre saputo
è che il tuo silenzio parlava da sé
e perdere ciò che ho voluto
non è così semplice per me
Ed ogni ferita dentro lascia il segno
come le frasi che mi tengo quando te ne vai
e sento forte dentro questo inverno
ed ogni giorno mi prometto che non tornerà
Ma non è facile, neanche le nuvole
hanno tenuto il peso dei pensieri
qui piove da ieri
ora, mai
Ora mai
resti come queste nuvole

CARDUCCI - LEOPARDI - OPPIO, PERCHE'?

San Martino di Giosuè Caducci



La nebbia agli irti colli
Piovigginando sale,
E sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;
Ma per le vie del borgo
Dal ribollir dè tini
Va l'aspro odor de i vini
L'anime a rallegrar.
Gira sù ceppi accesi
Lo spiedo scoppiettando:
Sta il cacciator fischiando
Su l'uscio a rimirar
Tra le rossastre nubi
Stormi d'uccelli neri,
Com'esuli pensieri,
Nel vespero migrar.


 L'Infinito di Giacomo Leopardi

Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.


Parafrasi delle due poesie, in forma poetica, di Danila Oppio

Suoni, immagini 
(e non semplici versi)



La nebbia agli irti colli
Piovigginando sale,
E sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar…

Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude…

S’avverte, sulla pelle,
 l’umida nebbia, e s’ode
 il sordo ruggir del mare.
S’intravvedono
colori smorzati, avvolti
in quel biancore velato
della nebbia autunnale.

Suoni e immagini
 - non semplici versi -
Regalano musicalità
alla vera poesia, mutandola
in un concerto di note
che donano pennellate
su uno straordinario
quadro d’autore.

E lo stormir del vento
 tra le foglie, spezza il silenzio,
 e nel contempo lo avvolge,
quale presagio d’eternità.
 Dolce sensazione
è il naufragar nel mare
 dell’immensità.
Migrano i pensieri,
e verso il tramonto,
si disperdono
tra nubi rossastre
e si confondono,
tra sogno e realtà.

Ha veramente fatto un exploit e non potrei ringraziarla abbastanza di tanto impegno. Complimenti anche per quello che definisce un "divertissement": mi è sembrato centrato nelle intenzioni e ben riuscito nella forma. 
Roberto Vittorio Di Pietro
(Per divertissement ,Di Pietro si riferisce a questa mia composizione, in quanto così l'avevo definita, e da un critico letterario lo considero un gran apprezzamento)



COME TRA I FLUTTI (Aporia) di Roberto Vittorio Di Pietro



Come tra i FLUTTI
(Aporia)

Più è libera la barca?...
o l'aria che la spinge?...
La vela, con destrezza, la s'inclina;
ma il vento?...Si piegasse! Si subisce.

Però -- tornando a questo mio breve scritto, COME TRA I FLUTTI, che non a caso ha come sottotitolo "aporia" -- il dilemma filosofico che solleva è di quelli che restano sempre più o meno irrisolti: di fronte a certe avversità della vita, basta di per sé il libero arbitrio dell'Uomo a contrastare efficacemente l'arbitrio assai maggiore e ingovernabile del Destino? In altri termini: per quanto sia in grado di gestire con destrezza la propria barca inclinando liberamente la vela con intelligenza e coraggio secondo necessità, fino a che punto sarà mai possibile per l'uomo/navigante non dover fare i conti con quell'elemento motore esterno, imponderabile e incontrollabile, che è il Vento?
Di qui la domanda cruciale: in definiva, "Più libera è la barca/o l'aria che la spinge?"  E la conclusione, forse razionalmente ineludibile a dispetto di ogni più roseo ottimismo, è che la libera volontà del vento si beffa di qualsiasi abile sforzo umano per piegarla: non potendola domare, occorre forse solamente saperla subire.  

Roberto Vittorio Di Pietro