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Questo blog è di Danila Oppio, colei che l'ha creato, e se ne è sempre presa cura, in qualità di webmaster.
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venerdì 27 gennaio 2017

Recensione di Aria Saracena al libro Dagli Appennini alle Alpi di Tommaso Mondelli


Mi è piaciuta l'idea di titolare questa bella recensione: Piccolo mondo antico, e volentieri la pubblico. Desidero aggiungere che  a questa edizione ho collaborato con una postfazione, oltre che aver revisionato tutto il testo, eseguito ricerche sulle note storiche, inserito le immagini e studiato la copertina per la quale ho scelto uno scorcio di Monteforte Cilento, paese natale dell'Autore.
Danila Oppio 


Piccolo mondo antico
"Era bello il mondo di allora avvolto in una sua candida certezza."
C'era un tempo in cui, quando mi capitava qualche rivista sotto mano, cercavo articoli che parlassero della vita e delle esperienze delle persone comuni, semplici, ma proprio per questa semplicità, grandiose nella loro unicità.

Per questo motivo leggere queste pagine di ricordi è stata per me una piacevole esperienza. È un po' come tornare bambini ed ascoltare i racconti dei nonni davanti al caminetto o sul divano.
È l'avidità di conoscere il passato delle persone, il piacere di sentire raccontare di un tempo che non è stato il nostro, di qualcosa che perderemmo se non ci fosse consegnato dalla tradizione orale o meglio ancora, come fa Tommaso, dalla scrittura.
Ho letto quasi tutta la sintesi della vita di Tommaso Mondelli e questo è il periodo che, per ora, mi piace di più.
Forse perché mi fa tornare indietro nel tempo, quando la vita per molti versi era più semplice e seguiva ritmi diversi, più lenti, scanditi da riti e tradizioni della civiltà contadina; un tempo in cui forse erano diverse anche le persone.

Questi squarci di vita abbracciano un arco temporale che va dal 1919 (anno di nascita di Mondelli) al novembre del 1937 (quando entra a far parte del 25^ Reggimento artiglieria di montagna di Asti), dall'infanzia alla giovinezza dell'Autore.

Si leggono le marachelle di un ragazzino con delle armi, i ricordi della casa paterna e dei legami familiari, i primi amori e le prime delusioni, scene di vita agrosilvo pastorali, la conquista dell'impero.
Tanti racconti che sono squarci di vita vissuta intrecciatisi con i grandi eventi storici dei primi decenni del Novecento.

Perfetta la Prefazione di Laura Vargiu. Azzeccatissima la citazione presente nelle ultime pagine del libro.
"Gli anni della storia sembrano lunghi e lontani,

ma in realtà non sono che un soffio,
e gli avvenimenti apparentemente dispersi
in quella dimensione della storia che è il tempo
sono in realtà vicini e collegati
da quel misterioso robustissimo filo
che è la memoria degli uomini."
(Andrea Rossi)

Aria Saracena

lunedì 23 gennaio 2017

VIAGGI - racconti mediterranei - di Laura Vargiu - recensione di Danila Oppio


VIAGGI – Racconti mediterranei

La capacità descrittiva - di Laura Vargiu - dei luoghi e delle situazioni, e  con tale dovizia di particolari, mi ha così coinvolta, nel racconto “Il bambino di Bosa”, che mi sembrava di affiancare Anna, lungo le vie di quella città. Mi pareva di vederlo da vicino, quel bimbo dal nome angelico di Serafino, che è uscito dalla penna di Laura, come fosse un piccolo fiore tra i dirupi dell’esistenza della protagonista, e l’ha condotta per mano, fino al discernimento di una giusta decisione. Non vado oltre, per non privare della sorpresa i lettori.
E poi, un’altra storia di donne, quella di Chiara e Patrizia: un’amicizia tanto forte, da sconfiggere la noia e la tristezza di una vita vissuta senza entusiasmo, che ha portato alla decisione di affrontare un viaggio, alla ricerca delle proprie radici o, forse meglio ancora, di una nuova e più felice esistenza. Verso dove? Si saprà leggendo il racconto, anche questo, d’indubbia bellezza. Piacevole la lettura de “Il palombaro ciclista”, di “Bugie” e, altrettanto interessante, conoscere le peripezie del personaggio che si è venuto a trovare presso Allenby, il ponte frontaliero tra Giordania e Israele, nel racconto titolato Frontiera. Vi si trovano, nel libro, alcuni altri godibili racconti, riuniti nella recente edizione del libro Viaggi dell’autrice Laura Vargiu, edito da LargoLibro. Ho scelto di soffermarmi solo su alcune storie, quelle che mi hanno colpito in modo particolare, pur avendo apprezzato ogni altro racconto contenuto nel libro.
L’autrice ha dedicato questa sua opera a Tommaso Mondelli, un soldato di ieri, che le narrò una vicenda accaduta a un suo cugino, dalla quale Laura ne trasse il racconto titolato “Il piroscafo”, nonché “La partenza” che ha invece coinvolto personalmente Mondelli e che fa parte del testo di “Settimane bianche e crociere a costo zero”, romanzo autobiografico di Mondelli e curato in tutte le sue parti, compresa la prefazione, da Laura stessa.
Quasi tutti i racconti, radunati in questa edizione, hanno ottenuto riconoscimenti o la pubblicazione in varie antologie.
Mi piace chiudere questa mia breve recensione, con l’ultima frase contenuta nella “Nota dell’autrice”: "Qualsiasi riferimento a fatti e persone è puramente casuale. Tranne ciò che non lo è”.  Mi ha strappato un sorriso, avvertendo traccia di humor inglese!
E’ proprio necessario che aggiunga qualche complimento? O non risulta abbastanza chiaro, il mio apprezzamento sulla proprietà di linguaggio e la penna duttile e sopraffina di Laura, scrittrice e poetessa a tutto tondo? Ma certo, Laura sa di  poter contare sulla mia altissima stima.
Danila Oppio

domenica 22 gennaio 2017

I CIELI DI GERUSALEMME di Laura Vargiu - recensione di Tommaso Mondelli


 
   
              I CIELI DI GERUSALEMME

     La promettente scrittrice cagliaritana Laura Vargiu irrompe ancora sulla scena, poco prima del Natale scorso, con due nuove pregevoli opere, a distanza di breve tempo dall’aver pubblicato altri libri. Nel frattempo ha partecipato a numerosi concorsi letterari, qualificandosi sempre ai primi posti, con racconti e poesie.
    Mi riferisco a “VIAGGI Racconti mediterranei” un testo in prosa, e a “I CIELI DI GERUASALEMME e altri versi vagabondi”, in poesia.
Desidero occuparmi, in particolare, della sua notevole, profonda, alta e rigogliosa  opera poetica.
Le settanta pagine si leggono d’un fiato, ma occorre tornare a rileggerle con profonda attenzione, per coglierne appieno i frutti che il prezioso scrigno raccoglie.

ooo0ooo

    “Si specchiano i cieli di Gerusalemme / nella vanità delle cupole d'oro ...”
L'oro e, a lato, sotto le rovine materiali e morali di due popoli fratelli, cui non è dato diritto alla pace, che dovrebbero vivere in armonia e benessere, mentre sono preda dell'avidità, voracità e ingordigia di chi li usa come pedine degli scacchi, pro loschi affari. Non è solo una vergogna, è una barbarie allo stato puro.
     “Una sera ad Amman / vidi me stessa ...”
Un incontro geniale tra natura e uomo che sostiene il confronto nella finalità dell'essere per l'armonia con la natura, per un pacifico confronto, rispecchiarsi in lei, ma per questo dobbiamo conoscerla, per non violentarla.
     “Veloci e distratte / le strade del Cairo ...”
Dove si condensa la marea umana all'ombra di maestose Piramidi pronte a testimoniare la grandezza e la miseria di un’antica e solenne civiltà, custode di una preziosa biblioteca che ha conosciuto i fasti gloriosi della cultura, come l'ignoranza e la barbarie dei primi roghi.        
     “Quel giorno, al confine dei giorni / quando ritroverò il mio tempo / rimasto ad aspettare / sulla soglia delle stagioni inespresse / e la felicità sarà / soltanto un infinito viaggio / che non impone partenze / né attende ritorni ...”.
     Il pellegrino solitario di questa valle di lacrime, quando arriva dove il futuro si blocca, non può che sedersi e voltarsi indietro per fare il bilancio del suo passato e, nel rammarico di non poter convertire gli errori, si arrende al destino che gli è stato assegnato: non essere il re dell'universo, ma una cosa tra le cose.
     E tra “... parole e pensieri …” e voli pindarici, di verso in verso, si legge: “Vorrei un mondo solidale più che digitale ... un mondo dove d'indecente / resti sempre l'onestà della tua mente”.
Guida e bussola della nostra terrena crociera fino a che giungeremo stanchi all'ultimo porto.
    “Resta solo il silenzio / a cova tra le ceneri / del nostro tempo già spento...”.
Il tempo delle accese speranze e delle illusioni perdute, le sconfitte subite, e non resta che il silenzio, il darsi per vinti o reagire in modo energico per rimanere vivi sulla ribalta, e la poetessa Vargiu lo fa con il suo forte estro per la scrittura e la genialità della sua poesia. Non c'è qualcosa di leopardiano nei suoi struggenti versi? A mio parere sì, e tanto.
     Consiglio vivamente di leggere queste sue toccanti liriche.
                                                                   Tommaso Mondelli

domenica 18 dicembre 2016

VIAGGI - Racconti mediterranei di Laura Vargiu

Laura Vargiu: Viaggi - Racconti mediterranei



GRANDE PROMOZIONE: fino al 6 gennaio 2017 "Viaggi - Racconti mediterranei" lo acquisti a soli 8,00 euro, approfittane! Contattaci a largolibro@gmail.com

Autrice: Laura Vargiu
Titolo: Viaggi - Racconti mediterraneiEditore: L’ArgoLibro
Collana: La Penna dello Scrittore
In copertina: fotografia di Saverio Caiazzo
Anno di pubblicazione: 2016 
Numero pagine: 94
Copertina: cartoncino brossurato, sovraccoperta a colori
Formato: 16x24
Codice ISBN: 978-88-98558-60-5
Prezzo di copertina euro 12,00
Spese di spedizione euro 3,63 (raccomandata postale)
Per info e ordini: largolibro@gmail.com 
Per contattare l’autrice:  laura-vargiu@libero.it   

Dopo “Il Cane Comunista e altri racconti” (qui la scheda dedicata), la bravissima scrittrice sarda Laura Vargiu pubblica una nuova raccolta di racconti dedicati al viaggio (reale, concreto, o anche immaginario) nelle atmosfere del “sud del mondo”.
Un tema, questo, particolarmente caro a chi scrive, sempre attenta alle sensibilità e alle problematiche dei cosiddetti “ultimi”, di coloro che sono messi a dura prova dalle vicende di una Storia quasi sempre avara di gratificazioni, e che spesso chiede addirittura i sacrifici più alti. Laura Vargiu, però, non scivola nel pietismo, nel buonismo più o meno di facciata; al contrario, da osservatrice particolarmente sensibile qual è, registra le emozioni profonde e individuali che tracciano i percorsi personali ma anche collettivi.  
Va sottolineata con forza anche la sua vicinanza al mondo arabo, così che quest’opera diventa una preziosissima occasione per avvicinarci concretamente ad un mondo che la maggior parte degli occidentali continua a vedere solo attraverso la lente deformata del luogo comune.
Come ha sottolineato Milena Esposito nell’introduzione, “quando ci renderemo conto della necessità di una visione davvero globale? L’arte, da sempre linguaggio autenticamente universale, può aiutarci a rispondere, molto più efficacemente della politica.”

GRANDE PROMOZIONE: fino al 6 gennaio 2017 "Viaggi - Racconti mediterranei" lo acquisti a soli 8,00 euro, approfittane! Contattaci a largolibro@gmail.com

I cieli di Gerusalemme di Laura Vargiu

Laura Vargiu: I cieli di Gerusalemme e altri versi vagabondi








GRANDE PROMOZIONE: fino al 6 gennaio 2017 "I cieli di Gerusalemme e altri versi vagabondi" lo acquisti a soli 8,00 euro, approfittane! Contattaci a largolibro@gmail.com

Autrice: Laura Vargiu
Titolo: I cieli di Gerusalemme e altri versi vagabondiEditore: L’ArgoLibro
Collana: La Piuma del Poeta
Anno di pubblicazione: 2016 
Numero pagine: 80
Copertina: cartoncino brossurato, sovraccoperta a colori
Formato: 16x24
Codice ISBN: 978-88-98558-58-2
Prezzo di copertina euro 12,00
Spese di spedizione euro 3,63 (raccomandata postale)
Per info e ordini: largolibro@gmail.com 
Per contattare l’autrice:  laura-vargiu@libero.it   

La versatilità della “penna” della scrittrice Laura Vargiu si manifesta pienamente in questa prima raccolta di poesie, che racchiude i componimenti di vari anni. Gemme preziose che si aprono al lettore con tutta la forza di una musicalità che l’autrice sa far sua, e che è differenza fondamentale e irrinunciabile rispetto al linguaggio prosastico.
I temi trattati sono i più cari a chi scrive: i diseredati, il viaggio, le civiltà mediterranee, il tutto abbracciato e percorso con uno sguardo intenso e attento che appartiene all’artista più che a chiunque altro.
La poesia di Laura Vargiu sa portare alla luce energie individuali e collettive che appartengono a tutti noi, e che prendono di volta in volta le sembianze di una gioia, di un dolore, di un ricordo, di un suono, del silenzio… forme diverse che però attingono alla stessa fonte: il “comune sentire” che la poetessa richiama e celebra con una scrittura che affascina e che si rivela particolarmente curata anche agli occhi di chi non è avvezzo al linguaggio poetico.
“Erranze”, “Frammenti d’isola”, “Storia e storie“, “Rifugi e orizzonti di versi”: i vari capitoli danno voce a una complessità tutta da scoprire. Gli “occhi nuovi” del poeta possono appartenere a tutti, a tutti coloro che aprono il cuore e la mente ad una sensibilità che, in ultima analisi, è ingrediente fondamentale per raggiungere una Conoscenza altrimenti negata. 

GRANDE PROMOZIONE: fino al 6 gennaio 2017 "I cieli di Gerusalemme e altri versi vagabondi" lo acquisti a soli 8,00 euro, approfittane! Contattaci a largolibro@gmail.com

martedì 26 luglio 2016

Rivista Euterpe n. 20 - Laura Vargiu - Gavino Puggioni - Danila Oppio

Oggi ho ricevuto comunicazione da parte di Lorenzo Spurio, per la Rivista Euterpe, che una mia poesia è stata pubblicata nella stessa. Al link qui sotto potrete aprile  e leggere tutti i contenuti della rivista.


Allo stesso modo vi è inserita una poesia di Gavino Puggioni, e una recensione di Laura Vargiu. Ma tra gli autori, con gioia ho trovato molte altre autrici che ho l'onore di conoscere.
Per ora, vorrei occuparmi di Laura Vargiu, pubblicando la sua recensione al libro di Katia Debora Melis Figli di terracotta



E ora la poesia di Gavino Puggioni  " DI un bambino solo"

E infine la mia composizione poetica PARTO


domenica 31 gennaio 2016

La Moschea ed altro di Laura Vargiu

Si tratta solo di un’impressione personale, ma man mano che leggevo La Moschea, scritta dalla mano felice e dalla mente acuta di Laura Vargiu, ho avuto la netta impressione di essere tornata indietro nel tempo.
E’ stato come leggere un pot-pourri tra gli scritti di Guareschi, di Vamba (ricordate Il Giornalino di Gian Burrasca?), e di qualche sketch di Totò. Ma con lo stile personalissimo dell’autrice.
Vi domanderete per quale motivo collego questi autori al lungo racconto di Laura. Presto detto: l’ho letto in un lampo, tanto le parole del libro scorrevano veloci sotto i miei occhi, trasportandomi in un luogo colmo di personaggi caratteristici, dai buffi cognomi, con una spiccata personalità, resa nel libro quasi farsesca, e lasciando al lettore,  fino in fondo, una sensazione di sospeso. (Suspense, direbbe chi ama infarcire i loro testi in italiano, di parole straniere). La domanda che ci si pone è: come andrà a finire? Certo non sarò io a dirvelo, per saperlo, è necessario leggere il libro dell’autrice, che mi piace definire “la principessa della penna”.
La Moschea è la chiave di tutto il racconto, ma non propriamente la protagonista. Temo, se dovessi proseguire nella mia indagine letteraria, di svelare qualcosa che deve restare segreto, per chi decidesse di acquistare il libro.
Credo giusto trascrivere la sinossi del libro, così come appare nella quarta di copertina e, allo stesso modo, accodare una recensione di Angelo Anselmo, che meglio illustra la tematica del racconto.
Danila Oppio

La tranquilla quotidianità di un piccolo e non bene identificato paese di provincia viene turbata all’improvviso da una notizia inattesa: il progetto di costruzione di una moschea da parte della folta comunità di stranieri formalmente bene integrati. In un clima crescente di diffidenza, timore, ottusità e stupido puntiglio nei confronti della novità, a partire dalla stessa amministrazione comunale, si sviluppa la vicenda che vedrà contrapposte le due parti della popolazione, quella degli abitanti locali e quella dei nuovi residenti, tutti di fede islamica. Il progetto di costruzione del nuovo edificio di culto diventerà dunque motivo di disputa, ma anche occasione di riflessione su tematiche attuali quali immigrazione e accoglienza, nonché rispetto e riconoscimento reciproco dei diritti di tutti. Sarà infine il parroco del paese, con l’aiuto di un santo patrono venuto forse dalle stelle, a dire l’ultima parola risolvendo inaspettatamente l’ingarbugliata situazione.
“Anche noi pensavamo di essere a casa”
Lasciate alle spalle nostalgie e rimpianti con le splendide e suggestive ambientazioni narrate ne “Il viaggio”, questa volta Laura Vargiu si diletta nell’affrontare un tema, sempre caldo e scottante, rappresentato dalla difficile integrazione degli immigrati nel nostro paese e lo fa senza cadere nel facile tranello del qualunquismo o della, ancora più facile, demagogia.
Con estrema eleganza e ironia a profusione, la scrittrice lascia che sia il lettore a porsi le domande elementari su questa problematica e a trovare risposte che sono, a volte, estremamente semplici e obbligate, ma che spesso non vengono al nocciolo per motivi che sono sempre gli stessi, legati cioè al sospetto e alla paura per cose che si conoscono poco e da cui ci si guarda bene dal conoscere meglio, difetti purtroppo inclusi in quelli atavici degli esseri umani.
Storia simpatica e, per certi versi, divertente, raccontata con nessun intento didattico, ma con il vero proposito, questo si, di far riflettere per un po’ sulle contraddizioni e sulle incongruenze degli uomini, da una parte e dall’altra… ( Recensione di Angelo Anselmo)

L’autrice
Laura Vargiu (Iglesias 1976) vive in provincia di Cagliari.
Laureata in Scienze Politiche all’Università di Cagliari, con una tesi in storia e istituzioni del mondo musulmano, negli scorsi anni ha viaggiato tra Giordania, Egitto e Marocco, dedicandosi allo studio della lingua araba.
Con poesie e racconti è presente in diverse raccolte antologiche nazionali. Tra i vari riconoscimenti ottenuti, il primo posto alla XXVII edizione del Premio “La Mole” di Torino, per la sezione poesia singola (2013) e una menzione d’onore al I° Contest Letterario Carlo A. Martigli riservato ai racconti (2014). Del 2012 è la pubblicazione della sua raccolta “Il Cane Comunista e altri racconti” (Gli Occhi di Argo Editore).  Ha poi auto-pubblicato “Il viaggio” con Youcanprint nel 2015, ed ora è alla sua terza fatica letteraria, con La Moschea, edita da 0111 Edizioni.  


          
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