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Questo blog è di Danila Oppio, colei che l'ha creato, e se ne è sempre presa cura, in qualità di webmaster.
Visualizzazione post con etichetta autori famosi: Achmatova Anna. Mostra tutti i post
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sabato 11 gennaio 2014

Mi hai inventata, una così sulla terra non c'è


Mi hai inventata. Una così sulla terra non c’è,
non può esserci. Non la guarirà un medico,
non la placherà un poeta: è l’ombra di un fantasma
che ti angoscia giorno e notte.
Ci incontrammo in un anno inconcepibile,
quando languiva l’energia del mondo,
tutto era lutto, tutto piegava sotto la sventura,
ed erano fresche soltanto le tombe.
Senza fanali. Nereggiava come pece il flutto della Neva,
una sorda notte si ergeva attorno come un muro…
Così, quando t’invocò la mia voce,
cosa facessi io stessa non capivo.
E tu venisti a me come guidato da una stella,
percorrendo un tragico autunno,
in quella casa devastata per sempre,
da cui si alzava uno stormo di versi bruciati



(Anna Andreevna Achmatova, 1956 – La corsa del tempo)

lunedì 15 aprile 2013

NO, NON SONO IO...



No, non sono io, è qualcun altro che soffre
Io non potrei esser così, ma quel che è successo
Neri drappi lo ricoprano
E portino via le lanterne...

Notte.

Anna Achmatova
Da Poema senza eroe

martedì 26 marzo 2013

A.N.P.

Fabio Calvetti: notte vuota

E quel cuore più non risponderà
Alla mia voce, esultante e afflitto
Tutto è finito...E il mio canto risuona
Nella notte vuota, ove più tu non sei

Anna Achmatova
1956
Da  Poema senza eroe e altre poesie

venerdì 1 marzo 2013

LA MORTE DEL POETA

Teleshov Nikolay Dmitrievich


Ieri una voce unica si tacque
Ci ha lasciati l'interlocutore delle selve
Si è mutato nella spiga che dà vita
O nella pioggerella da lui cantata

E tutti i fiori che ci sono al mondo
Incontro a questa morte sono sbocciati
Ma di colpo ci fu silenzio sul pianeta
Che ha un modesto nome...Terra

Anna Achmatova
1957
Da Poema senza eroe e altre poesie

                                                       Scritta in ricordo del poeta

TELESHOV  NIKOLAY DMITRIEVICH
                                                                  (Russia)

( ndr:confrontando la data di morte, penso si tratti di questo grande poeta russo)

domenica 17 febbraio 2013

ELEGIA PREPRIMAVERILE



La tormenta tra i pini s'era quieta
Ma ubriaca anche senz'aver bevuto
Come un'Ofelia cantava
Tutta la notte a noi la quiete
E colui che a me si mostrava appena
Fu a quella quiete fidanzato
Disse addio e, generoso, rimase
Fino alla morte rimase con me

Komarovo 10 marzo 1963
Da "Versi di mezzanotte"

Anna Achmatova

sabato 9 febbraio 2013

PICCHIANO A GUISA DI ZOCCOLI...


Picchiano  a guisa di zoccoli gli stivaletti
Gli orecchini hanno un tintinnio di sonagli
Le perfide corna fra pallidi riccioli
E' ebbra della danza maledetta
Come da un vaso a nere figure
E' accorsa verso l'onda azzurrina
Denudata con tanta eleganza
Ma dietro a lei, in pastrano ed elmo
Tu, entrato qui senza maschera
tu Giovannino della favola antica
Che cosa oggi ti tormenta?
Quanta amarezza in ogni parola
Quante tenebre nel tuo amore
E perché questo rivolo di sangue
Torce il petalo delle tue gote?

Anna Achmatova
Da Poema senza eroe


mercoledì 6 febbraio 2013

LASCIO LA CASA BIANCA E IL MUTO GIARDINO

La Casa Bianca

Lascio la casa bianca e il muto giardino.
Deserta e luminosa mi sarà la vita.
Nessuna donna saprà cullarti
come io ti celebro nei miei versi:
non scordare la tua cara amica
nell’Eden che hai creato per i suoi occhi,
per me che spaccio una merce rarissima
e vendo il tuo tenerissimo amore.

ANNA ACHMATOVA *  Lascio la casa bianca e il muto giardino Da Stormo Bianco

martedì 15 gennaio 2013

STRINSI LE MANI SOTTO IL VELO OSCURO...



Strinsi le mani sotto il velo oscuro...
"Perché oggi sei pallida?"
Perché d'agra tristezza
l'ho abbeverato fino ad ubriacarlo.

Come dimenticare? Uscì vacillando,
sulla bocca una smorfia di dolore...
Corsi senza sfiorare la ringhiera,
corsi dietro di lui fino al portone.

Soffocando, gridai: "È stato tutto
uno scherzo. Muoio se te ne vai".
Lui sorrise calmo, crudele
e mi disse: "Non startene al vento."


 Anna Achmatova 

sabato 22 dicembre 2012

ANNA ACHMATOVA - BIOGRAFIA


Nathan Altman - ritratto di  Anna Achmatova
Anna Andreevna Gorenko nasce il 23 giugno 1889 a 
Bol’šòj Fontàn, un elegante suburbio di Odessa, terza di cinque figli.

La famiglia: il padre ingegnere meccanico di marina, si trasferisce prima nei sobborghi di Pietroburgo, a Pavlovsk, e poi a Càrskoe Selò.
A cinque anni parla perfettamente il francese, a dieci Anna supera una grave malattia, a undici scrive la sua prima poesia.
Nel 1903 comincia la storia sentimentale con il poeta Nikolàj Gumilëv, maggiore tre anni di lei ed ex allievo di un insegnante ginnasiale di Anna - Innokentij À nnenskij. Gumilëv è innamorato a tal punto da tentare il suicidio per superarne le resistenze.
Nel 1905 i genitori si separano; Anna si trasferisce a Kiev. Qui, nel 1907, termina il liceo e si iscrive alla facoltà di Legge. Nel frattempo compone e quando manifesta il suo desiderio di pubblicare il padre le suggerisce di scegliersi uno pseudonimo letterario; la scelta ricade sul nome della bisnonna materna, Achmàtova.
Nel 1910 Gumilëv sposa Anna, e l’anno seguente fonda con Gorodeckij lo “Cech Poetov”, la Corporazione dei Poeti, da cui prenderà vita il movimento Acmeista 
La prima poesia di Anna è datata 1900, la prima pubblicata (sulla rivista parigina “Sirus”, edita da Gumilëv) 1907. La prima raccolta di versi, “Sera” esce nel 1912.
Nello stesso anno viaggia a Parigi - dove conosce Amedeo Modigliani, che la ritrasse in numerosi disegni eseguiti a memoria di cui uno è conservato a S. Pietroburgo - in Italia: a Venezia, Genova, Padova, Bologna, Pisa e Firenze; Anna è in attesa del suo unico figlio, Lev , mentre Gumilë v è assente, impegnato in remoti viaggi di esplorazione in Etiopia.
La produzione poetica continua fervida negli anni seguenti: nel 1914 pubblica il secondo libro, “Rosario”; con esso ottiene una vastissima popolarità. Nel 1917 esce “Stormo Bianco”  la sua terza raccolta di poesie. L’anno seguente divorzia da Gumil ëv, partito volontario per il fronte; finisce un rapporto importante che segnerà per sempre la vita e la produzione della poetessa.
Dopo il divorzio, Anna lavora alla biblioteca dell’Istituto di Agronomia, e nel 1918 sposa il poeta e assirologo Vladimir Šilejko, uomo patologicamente geloso e possessivo; questa unione termina nel 1921, anno di pubblicazione di “Piantaggine” e, a breve distanza, “Proprio sul mare” e “Anno Domini” (1922).
Gumilëv, che nel frattempo si era risposato, viene accusato di aver preso parte ad un complotto sovversivo monarchico e viene fucilato il 25 agosto 1921.
L’Achmàtova era vista come ex-moglie di poeta controtivoluzionario; inoltre negli anni fra il 1917 ed il 1921 non si era espressa in alcun modo riguardo all’adesione alla Rivoluzione, pur scegliendo di non emigrare. Mentre la Rivoluzione avrebbe dovuto portare aria di rinnovamento nell’arte, un rinnovamento socialista, la produzione poetica achmatoviana rimane sostanzialmente la stessa. Anna si ritrova sola, in una Russia che non la condanna ufficialmente, ma comunque palesemente ostile in cui, fino al 1940 - anno di uscita della raccolta “Da sei libri” - non vengono più stampate o ristampate le sue opere:
Nel 1925 nasce una nuova infelice relazione con Nikolàj Punin, critico e studioso d’arte; la poetessa si trasferisce (a causa della crisi degli alloggi) alla casa della Fontanka a Leningrado, dove convive con lo studioso, la sua ex moglie e la figlia e Lev. La situazione familiare è innegabilmente difficile 
Si ha infatti un’interruzione dell’attività poetica, che si protrae fino alla fine degli anni trenta. Ed è in questi anni, alla vigilia dell’apertura dei campi staliniani e delle deportazioni che Anna riprende a poetare, dopo la separazione da Punin, avvenuta nel 1938. L’Achmàtova raccoglie i versi per un’antologia di poesie scritte fra il 1924 e il 1941, “Il giunco”  che nella realtà non uscirà mai: il 13 marzo 1938 suo figlio viene arrestato e condannato a morte - condanna poi convertita in deportazione - causa (presunta) il cognome del padre. Anna si reca, come molte madri russe, al carcere delle Croci tutti i giorni, per avere notizie di Lev. Da qui nasce il poemetto “Requiem” , che le migliori amiche provvidero a memorizzare, certe dell’intolleranza del governo a quel genere di lirica.
Alla vigilia della seconda guerra mondiale scrive “Nell’anno quaranta” . Nel 1941 incontra la poetessa Marina Cvetaeva- Il poemetto “Lungo tutta la Terra” risale a questo periodo. Nel 1941 la Germania invade la Russia. Stalin ricorre a tutti quei nomi che, da tempo in disgrazia, potevano tornare utili: la poetessa parla alla radio per riunire il popolo russo contro la minaccia hitleriana. Nel frattempo il nemico avanza; Anna viene evacuata, insieme con altri intellettuali, da Leningrado a Taskènt. Qui scrive “Luna allo zenit”. Il tema centrale della produzione poetica diviene la guerra, come “Il vento della guerra” . Compone anche “Elegie del Nord” (1942-43).
Nel 1944 l’Achmàtova torna a Leningrado, nella casa della Fontanka. La composizione “Poema senza eroe” si delinea nel 1942, ma la sua lavorazione continuerà fino al 1962. Nello stesso anno il figlio Lev viene liberato perché costretto ad arruolarsi nell’Armata Rossa; raggiunse la madre alla fine della guerra.
In questo periodo Anna riprende a pubblicare su diverse riviste. Lev verrà arrestato di nuovo nel 1949, e la risonanza di una breve relazione di Anna con il primo segretario dell’ambasciata inglese Isaiah Berlin (1945), resa pubblica dal giornalista Randolph Churchill (il figlio di Winston), insieme con l’arresto e l’esilio in Siberia di Punin e all’espulsione della poetessa dall’Unione degli scrittori Sovitici (risalgono a questo periodo le critiche Ž danoviane di pessimismo nevrotico, misticismo e culto per il passato, provocano in lei un periodo nero di isolamento, come è evidente in “Frantumi” 
Nel 1950, terrorizzata dal pensiero che il figlio potesse essere ucciso, scrive - su consiglio di amici - quindici liriche dedicate a Stalin. Lev fu infatti risparmiato - molto probabilmente grazie a questo intervento - e venne liberato tre anni dopo la morte del dittatore, quando l’incubo finì.
Nel 1964 la poetessa riceve il permesso di lasciare la Russia per venir insignita, in Sicilia, del premio “Etna - Taormina”. L’anno seguente presso l’università di Oxford riceve la laurea honoris causa. Le associazioni culturali russe la riabilitano come una dei massimi poeti sovietici del secolo; nel 1965 esce una nuova rccolta di poesie, “La corsa del tempo” che contiene fra l’altro le liriche degli ultimi anni e la prima parte del trittico “Poema senza eroe”.
L’ultima produzione di Anna comprende un centinaio di liriche, sparse in frammenti , e i cicli “La rosa di macchia fiorisce”  e “Un serto ai morti”.
Anna Achmàtova muore di una crisi cardiaca a Domodedovo (Mosca), già sofferente di cuore, il 5 maggio 1966.


ULTIMO BRINDISI

Dal film: assassinio allo specchio

Bevo a una casa distrutta,

alla mia vita sciagurata,
a solitudini vissute in due
e bevo anche a te:
all'inganno di labbra che tradirono,
al morto gelo dei tuoi occhi,
ad un mondo crudele e rozzo,
ad un Dio che non ci ha salvato.

Anna Achmatova



ANNA ACHMATOVA