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Questo blog è di Danila Oppio, colei che l'ha creato, e se ne è sempre presa cura, in qualità di webmaster.
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venerdì 19 luglio 2013

DIMENTICA QUELLO CHE E' SUCCESSO


Interrompere il diario
fu uno stordimento della memoria,
fu un vacuo inizio,

non più cicatrizzato
da parole e azioni simili
a quelle d’un desolato risveglio.

Le rivolevo indietro,
sollecitate per la sepoltura
e passate in rassegna nella mente

come guerre e inverni
smarriti dietro le finestre
di un’opaca infanzia.

E le pagine vuote?
Dovessero mai essere riempite
che lo siano osservando

ricorrenze celestiali,
il giorno in cui i fiori arrivano
e quando gli uccelli se ne vanno

(Philip Larkin – Finestre alte, 1974 – trad. Enrico Testa)

giovedì 9 maggio 2013

POESIA DELLE PARTENZE



Qualche volta senti dire, di quinta mano,
Come un epitaffio:
Ha piantato tutto quanto
E se l'è squagliata,
E sempre la voce suona
Certa che tu approvi
quella prova ardimentosa,
Purificatrice, primordiale.

E hanno ragione, secondo me.
Chi non odia la casa
E doverci vivere?
Io detesto la mia stanza,
Le anticaglie scelte a una a una,
I buoni libri, il buon letto,
E la mia vita, tutto in perfetto ordine.
Così il sentir dire

Se n'è infischiato di tutti
M'infiamma e mi rimescola
Come A quel punto s'è slacciata il vestito
O  Beccati questo, figlio di puttana;
Posso farlo anch'io, se l'ha fatto lui.
E questo mi aiuta a rimanere
Persona seria e industriosa.
Ma me ne andrei oggi stesso.

Sì, camminare spavaldo per esotiche strade,
Acquattarsi nel castello di prua,
Ruvido di bonomia, se
Non fosse così artificioso,
Un passo indietro calcolato
Per fabbricarsi uno scopo.
Libri; porcellane; una vita
Reprensibilmente perfetta.

Philip Larkin