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Questo blog è di Danila Oppio, colei che l'ha creato, e se ne è sempre presa cura, in qualità di webmaster.
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lunedì 27 maggio 2013

SOGNO ANGOSCIOSO



                                                                          VARIA


 XCIV

 In mezzo alla piazza e sopra la pietra grezza.
eterna scorre l'acqua. Nel giardino vicino
innalza, dietro il  muro dall'edera  recinto,
cipresso alto la macchia dei suoi rami stecchiti.
    La sera sta cadendo di fronte ai caseggiati
dell'ampia piazza, in sogno. Risplendon le vetrate
con echi un poco smorti del sole. Sui balconi
son forme che sembrano come ammassati teschi.
    La calma è infinita nella deserta piazza,
dove spassa l'anima ombra d'anima in pena.
Eterna scorre l'acqua nella vasca di marmo.
In tutta l'aria in ombra soltanto l'acqua canta
  
Antonio Machado
Poesie – a cura di
Claudio Rendina

Newton Compton Italiana 1971

sabato 25 maggio 2013

CAVALLINI


VARIA
XCII

“Tournez, tournez, chevaux de bois”
                                          Verlaine

Pegasi , pegasi belli,
oh bei cavallini di legno.
.  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .
Conobbi, bambino ancora,
l'allegria a volteggiare
su un destriero colorato,
una notte che era festa.
    E nell'aria polverosa
brillavano candeline
e l'azzurra notte ardeva
tutta di stelle splendide.
    Oh allegrie infantili
che costano una moneta
di rame, pegasi belli,
oh bei cavallini di legno!


Antonio Machado
Poesie – a cura di Claudio Rendina
Newton Compton Italiana 1971

mercoledì 20 marzo 2013

XLVII IL PATIBOLO




  Spuntava l'aurora,
lontana e sinistra.
  La tela d'Oriente
sprizzava tragedie
di sangue, imbrattate
di nubi grottesche.
. . . . . . . . . . . . . . .
  Nella vecchia piazza
di un vecchio borgo
ergeva l'orribile
paura scheletrica
grezzo il patibolo
di fresco legname...
  Spuntava l'aurora
lontana e sinistra.


Antonio Machado
da Poesie – Soledades -
a cura di Claudio Rendine
1971

mercoledì 10 ottobre 2012

STANZE ELEGIACHE

Giardini pensili di Babilonia



                                                    Che pena che fa chi vedendo
l'acqua scorrere, assetato,
dice: il bere non mi sazia
le sete che ho dentro!
   Che pena che beve e sprezza,
dissetato, poi la vita:
denaro prestato a chi poi
lo rende al gioco d'azzardo!
   Oh, l'illuso che sospira
sotto l'ordine sovrano!
oh, chi sogna tra le mani
la lira pitagorica!
   Che pena fa quel viandante
generoso che medita
dopo il suo lungo cammino
nell'orrore della  meta!
   Ahi!, la malinconia
che si consola in lacrime!
Ahi, la melomania
di un cuore da operetta!
   Che pena il nostro usignolo,
se in una notte serena
per cura del mal d'amore
piange e canta senza pena!
   Oh, quei giardini segreti,
quelli pensili sognati
oh, quei sogni popolati
di propositi discreti!
   Oh, l'amante sfortunato
che brama la bella luna!
Oh, quanti cadono da lì!
oh, quanti volano da lei!
   Oh, chi non colse il frutto
che maturo era sul ramo!
oh, chi il morso ha dato al frutto
e provato il gusto amaro!
   Oh, quel nostro primo amore,
la fede mal ripagata
e che pena poi il vero
amante della amata nostra!

Da Soledades – XXXIX
Antonio Machado – Poesie -
a cura di Claudio Rendina
Newton Compton Italiana
1971

  

lunedì 27 agosto 2012

LA NORIA






La sera scendeva
triste e polverosa
       E l'acqua cantava
il verso plebeo
dentro i secchielli
della noria lenta
        Sognava la mula,
la povera vecchia!
A quel ritmo d'ombra
che nell'acqua suona
         La sera scendeva
triste e polverosa.
          Non so che nobile,
divino poeta,
unì alla amarezza
dell'eterna ruota
           la dolce armonia
dell'acqua che sogna,
e bendò i tuoi occhi,
mia povera mula!.....
            Fu certo un nobile
divino poeta,
dal cuore maturo
d'ombra e di scienza

Antonio Machado
da  Soledades e Campos de Castilla
Traduzione di Claudio Rendina
Newton Compton Editori 1971

    
La tarde caia
triste y polvorienta 

El agua cantaba
do copia plebeya
en los cangilones
de la noria lenta

Sonaba la mula
!pobre vieja mula!
al compàs de sombra
que en el agua suena

La tarte caia
triste y polvorienta

Yo no sè que nobile
divino poeta
uniò a la amargura
de la eterna rueda

La dulce armonia
del agua que suena
Vendo y tus ojos
!pobre vieja mula!

Mas sé que fue uno nobile
divino poeta
maduro corazon
y sombra de la ciencia