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Questo blog è di Danila Oppio, colei che l'ha creato, e se ne è sempre presa cura, in qualità di webmaster.
Visualizzazione post con etichetta autori famosi: Lee Masters Edgar. Mostra tutti i post
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giovedì 2 gennaio 2014

CHARLES WEBSTER



I boschi di pini sulla collina,
e la fattoria lontana miglia e miglia,
apparivano nitidi come dietro una lente
sotto il cielo di un azzurro pavone!
Ma una coperta di nuvole nel pomeriggio
avvolse la terra. E tu camminavi la strada
e il campo dei trifogli, dove l’unica voce
era il tremolo vivo del grillo.
Poi il sole tramontò fra grandi cumuli
di lontane burrasche. Si levò un vento
e spazzò il cielo che attizzava le fiamme
delle stelle scoperte;
e faceva oscillare la luna rossiccia,
che pendeva fra l’orlo del colle
e i rami scintillanti del frutteto.
Tu camminavi soprappensiero sulla riva
dove le gole delle onde erano come civette
che cantassero sotto l’acqua e piangessero
allo sciacquio del vento in mezzo ai cedri.
Finché tu ti fermasti, troppo commossa per piangere,
e vicino alla casa, in alto, vedesti Giove,
che sfiorava la vetta del pino gigante,
e in basso vedesti la mia sedia vuota,
cullata dal vento nel portico solitario –
sii coraggiosa, Amore!

(Edgar Lee Masters - Antologia di Spoon River, 1915 -
trad. Fernanda Pivano)

mercoledì 6 novembre 2013

GRIFFY IL BOTTAIO


  
Il bottaio deve intendersi di tinozze.
Ma io conoscevo anche la vita,
e voi che vi aggirate fra queste tombe
credete di conoscere la vita.
Credete che i vostri occhi spazino su un largo orizzonte, forse,
in realtà state solo guardando le pareti della tinozza.
Non potete sollevarvi ai suoi orli
e vedere il mondo esterno delle cose,
e così vedete voi stessi.
Siete sommersi nella vostra tinozza –
tabù e regole e apparenze,
sono le doghe della vostra tinozza.
Spezzatele e rompete l’incantesimo
di credere che la vostra tinozza è la vita,
e che voi conoscete la vita!

(Edgar Lee Masters - Antologia di Spoon River, 1915 -

trad. Fernanda Pivano)

martedì 29 ottobre 2013

SARAH BROWN


Maurizio, non piangere, non sono qui sotto il pino.
L’aria profumata della primavera bisbiglia nell’erba dolce,
le stelle scintillano, la civetta chiama,
ma tu ti affliggi, e la mia anima si estasia
nel nirvana beato della luce eterna!
Va’ dal cuore buono che è mio marito,
che medita su ciò che lui chiama la nostra colpa d’amore: -
digli che il mio amore per te, e così il mio amore per lui,
hanno foggiato il mio destino – che attraverso la carne
raggiunsi lo spirito e attraverso lo spirito, pace.
Non ci sono matrimoni in cielo,
ma c’è l’amore
  
(Edgar Lee Masters - Antologia di Spoon River, 1915 -
trad. Fernanda Pivano)


sabato 18 maggio 2013

ERNEST HYDE

Mino Ceretti: uomo allo specchio


La mia mente era uno specchio:
vedeva ciò che vedeva, sapeva ciò che sapeva.
In gioventù la mia mente fu proprio uno specchio
in un vagone che fuggiva veloce
afferrando e perdendo squarci di paesaggio.
Poi col tempo
grandi graffi s’incisero sopra lo specchio
lasciando che il mondo esterno vi entrasse
e lasciando che vi affiorasse il mio io più segreto.
Perché questa è la nascita dell’anima nel dolore,
una nascita con guadagni e perdite.
La mente vede il mondo come una cosa staccata,
e l’anima rende il mondo una cosa sola con se stessa.
Uno specchio graffiato non riflette immagini:
e questo è il silenzio della saggezza 

(Edgar Lee Masters - Antologia di Spoon River, 1915 – trad. Fernanda Pivano) 


giovedì 3 maggio 2012

ELIZABETH CILDERS


Dust of my dust,
And dust with my dust,
O, child who died as you entered the world,
Dead with my death!
Not knowing breath, though you tried so hard,
With a heart that beat when you lived with me,
And stopped when you left me for Life.
It is well, my child. For you never traveled
The long, long way that begins with school days,
When little fingers blur under the tears
That fall on the crooked letters.
And the earliest wound, when a little mate
Leaves you alone for another;
And sickness, and the face of Fear by the bed;
The death of a father or mother;
Or shame for them, or poverty;
The maiden sorrow of school days ended;
And eyeless Nature that makes you drink
From the cup of Love, though you know it’s poisoned;
To whom would your flower-face have been lifted?
Botanist, weakling? Cry of what blood to yours?—
Pure or fool, for it makes no matter,
It’s blood that calls to our blood.
And then your children—oh, what might they be?
And what your sorrows? Child! Child!
Death is better than Life!
§

Polvere della mia polvere,
e polvere con la mia polvere,
o bimbo, che moristi mentre entravi nel mondo,
morto della mia morte!
Che non conoscesti il respiro, nonostante gli sforzi,
e il cuore ti batteva quando vivevi con me,
e si fermò quando mi lasciasti per la vita.
E’ bene così, bimbo mio. Così non percorresti mai
la lunga, lunga strada che inizia coi giorni di scuola,
quando le piccole dita si fanno sfuocate dietro le lacrime
che cadono sulle lettere sbilenche,
e la prima ferita, quando il tuo piccolo compagno
ti abbandona per un altro;
e la malattia, e il volto della paura accanto al letto;
la morte del padre o della madre;
o la vergogna per causa loro, o la miseria;
poi, cessato il virgineo dolore dei giorni di scuola,
una natura cieca ti fa bere
alla coppa dell’amore, che tu sai avvelenata.
A chi avresti proteso il tuo viso di fiore?
Un botanico, fragile creatura? Quale sangue avrebbe
gridato col tuo?
Puro o contaminato, non importa,
è sangue che chiama il nostro sangue.
E poi i tuoi figli – oh, che sarebbe stato di loro?
E quale il tuo dolore? Figlio! Figlio!
La morte è migliore della vita!
EDGAR LEE MASTERS

mercoledì 28 marzo 2012

SPOON RIVER

Non potevo correre o giocare
da ragazzo
Da uomo potevo solo sorseggiare
dalla coppa . non bere -
perché la scarlattina mi aveva lasciato
il cuore malato
Ora giaccio qui
confortato da un segreto 
che nessuno tranne Mary conosce
C'è un giardino di acacie
di catalpe,e di pergole dolci di viti
là quel pomeriggio di giugno
al fianco di Mary
baciandola con l'anima sulle labbra
all'improvviso questa prese il volo.

I could not run or play
in boyhood
I manhood I could only sip the cup
Not drink
for scarlet-fever left my heart diseased.
Yet I lie here
soothed by a secret none but Mary knows
there is a garden of acacia
catalpa threes, and arbors sweet with vines
there on that afternoon in June
by Mary's side
kissing her with my soul upon my lips
it suddenly took flight.

Edgar Lee Masters
Il dipinto: il Bacio di Klimt