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Questo blog è di Danila Oppio, colei che l'ha creato, e se ne è sempre presa cura, in qualità di webmaster.
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sabato 5 ottobre 2013

GAETANO


Te ne stai solo

seduto su una panca
ad osservare il mondo
che scorre qui al tuo fianco.

Attonito mi guardi

mentre passo.
“Buongiorno, Gaetano”,
ti dico preoccupata.

“Buongiorno”, mi rispondi

ripiegando la testa
verso il petto.

Il tuo pensiero però, lo vedo,

è già lontano
e le parole pronunciate a caso.

Passo oltre.
Ancora ti sento mormorare,

troppo distante
perché possa capire.

Piera Maria Chessa
dal suo blog I mulini a vento

lunedì 13 maggio 2013

IL SILENZIO DEL MARE



Se solo
il mare potesse raccontare
le storie conosciute.

Storie di marinai
in giro per il mondo,
di pescatori dagli occhi assonnati
sfiniti dall’attesa,
di gabbiani alti nel cielo,
immobili ed attenti
alle probabili prede.

Di persone
troppo in fretta partite,
ritornate a riva
ferite dalla vita.

Di navi da crociera
fermate dagli scogli
per le azioni sbagliate
di uomini incapaci.

Se solo il mare
potesse raccontare
quanti libri verrebbero scritti,
quante storie ascoltate
regalate al futuro.

Ma lui non vuole,
tiene tutto per sé,
solo lascia le tracce,
innumerevoli tracce
sulle spiagge.

Segni importanti del passato,
testimonianze che raccontano,
se solo noi
riuscissimo a vedere
e a capire.

P.M.C.

lunedì 17 dicembre 2012

LUNGO LA STRADA





Te ne stai col capo chino

decisa a proteggere
la tua dignità.
I capelli rossi ti riparano il viso,

un buffo cappello colorato
copre la tua nuca.
Seduta per la strada

con le gambe incrociate
incroci anche le mani
in silenziosa preghiera.

Accanto a te un panno steso

e il sonno del tuo cane
avvolto su se stesso,
difeso contro il freddo che fa male.

Una ciotola d’acqua,

un’altra per il pane
che tante volte con lui dividerai.
Una busta, una bottiglia,

un pezzo di cartone
è ciò che tu possiedi.
Chissà cosa c’è scritto

in quella lingua straniera!
Ma si fa presto, credo,

ad intuirne il pensiero,
perché la povertà
è sempre universale.

Piera Maria Chessa
Da I mulini a vento

domenica 30 settembre 2012

IL SILENZIO DEL BOSCO



Seduta su una panca di pietra,
alti alberi intorno a me,
i loro rami s’intrecciano
impedendo quasi
il filtrare della luce.

Ombra e pace,
silenzio e raccoglimento.

Solo talvolta il sole
si affaccia tra le fronde,
illumina le foglie,
le rende trasparenti
donando loro
una magica inconsistenza.

Ascolto il silenzio
e ne assaporo la pace.

Poi un lieve rumore,
un movimento appena avvertito:
un uccello solitario
dalle tonalità azzurre
vola improvviso sul ramo più alto
Piera Maria Chessa

venerdì 27 aprile 2012

LIBERTA'


sabbia in Sardegna dal Web
Trent’anni compiuti nel deserto,
un compleanno da prigioniera,
eppure io vedo il tuo sorriso
che con speranza attende una parola.
La libertà ti aspetta,
per un istante ti è passata accanto
poi non si sa
che cosa sia accaduto,
è tutto da accertare.
Ma tu che non conosci resa alcuna
attendi ancora di poter abbracciare
la famiglia che ti ha preso per mano
col pensiero con l’ansia e la paura.
Eppure tu ti nutri di coraggio
e coraggio trasmetti
a chi ti sta vicino e a chi è lontano.
Arriverà quel giorno, ne sei certa,
in cui liberamente potrai andare
dove vorrai, con chi vorrai,
e magari con gioia ritornare
tra i bambini che ti rubano sorrisi
nelle infinite distese di sabbia
che hai imparato ad amare.
P.M.C. Piera Maria Chessa

I MULINI A VENTO





 
Immobili guardano la luna
i mulini a vento della Mancia,
le pale squadrate,
i tetti scuri e appuntiti
rivolti verso l’azzurra distesa
che li sovrasta.
E la luna li guarda.
Una mezza luna bianca
appena macchiata,
che li conosce da tanto
e da tanto li custodisce
nel grande scrigno aperto
sotto il cielo.
Fantasmi rimpatriati
alle antiche case
attendono pazienti
il ritorno dell’eroe.
Monumenti remoti
di una terra irreale
che chiama e persuade
come scaltre sirene.
E la gente del luogo
intreccia e narra storie
quasi sempre vere
sul suo misterioso cavaliere.
  
Piera Maria Chessa

SAN GAVINO



                                  Andavo da bambina tra quei sassi
                             e poi guardavo giù, nella vallata.
L'aria era pura, fresca e mi avvolgeva
donandoti dei brividi leggeri.

Vi era silenzio, in alto, tra le rocce,
un senso di distanza dalle cose,
l'appartenenza a un mondo un po' speciale
racchiuso, forse nascosto tra i dirupi.

Talvolta mi fermavo, silenziosa,
davanti al Monumento dei Caduti,
non c'erano parole da liberare,
solo pensieri muti dentro il cuore.

Non ero adulta e quei silenzi spesso
mi incutevano un poco di paura,
ed io avvertivo nella mente acerba
il dolore, l'angoscia del morire.

Leggevo infine quei nomi di ragazzi
uccisi e derubati di una vita
violata ed interrotta da un conflitto
che nessuno di loro ha mai capito.


PIERA MARIA CHESSA