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Questo blog è di Danila Oppio, colei che l'ha creato, e se ne è sempre presa cura, in qualità di webmaster.
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domenica 15 settembre 2013

La tua lettera tremito e febbre

Halcyon senegalensis

La tua lettera tremito e febbre,
Mi hai chiesto un uccello azzurro come la salvia di un sogno
Merlo azzurro, colibrì blu, l'uccello touraco gigante come i tuoi miraggi
Oppure l' halcyon senegalensis?...
L'ho messo in gabbia, te ne sei nutrita come d'un'acqua alla fonte,
da quanti anni?
Mi hai chiesto pomeriggi fioriti, serate scarlatte
E d'oro vibranti al galoppo delle koras
Albe trasparenti e che mai la notte oscuri la tua felicità
Fai che tu sia sempre la mia gioia, mio Principe, mio Atleta, mio ebano
Non sono abituato a promettere, conosco il mio amore per te.
Fino a quando i tuoi occhi di sole scandiranno la linfa del mio sangue
E il fiorire di settembre è sì il più dolce
La tua voce di giunco, la tua voce d'olio rischiarirà la mia notte
Le tue gole, sì, i tuoi cespugli ronzanti d'api mi fanno sempre tremare
Scardinandomi, scuotendomi dalle fondamenta del mio essere.
Luce, musica, odori, sensi, se me ne privassero più non esisterei.
Niente promesse; sarò la tua gioia fintanto che tu sei il mio essere.


Lèopold Sèdar Senghor
da Poesie dell'Africa
Bandecchi&Vivaldi Editori

2009

sabato 14 settembre 2013

LA TUA LETTERA



La tua lettera prezioso fiorir di rose a settembre
La leggo sotto la lampada, ambiguamente la carezzo.
Sento fiorire il giardino, le lente passeggiate, il sottobosco
E i dolci fiori d'ombra, la luce dei ciclamini.
Vedo il profumo delle rose, l'aroma dei vecchi vini esaltanti
E dalla spiaggia il profumo sale della tua pelle di pane bruciato.
La tua pelle d'oro rosso. Insorgono gli odori dei giuggioli, ronzanti d'api di sole.
A volte penso a te così forte! O splendido dolore
Bruciatura di medusa in mezzo al petto.

Il regno dell'Infanzia, mio solo rifugio contro la disperazione.
Cammino sulla spiaggia a Joal-Popenguine
La sabbia sotto la palma dei piedi, il bacio della terra materna.
Gioia di camminare sulla sabbia bionda, che frana setosa
Il piacere del libero gioco dei muscoli sui lidi dell'Eden
Gioia di nuotare nell'acqua tiepida, nella placenta primordiale
Gioia di nuotare, la bocca aperta all'acqua e al sole.
E poi di nuovo andare a perdermi, fino alle uve marine, ai ciliegi selvatici.
Chi mi restituirà gli altopiani d'Etiopia, dove il pastore ritto su un piede solo
Si riposa all'ombra del suo flauto?
Di lontano risponde un flauto amebeo.



Lèopold Sèdar Senghor
da  Poesia dell'Africa
Bandecchi&Vivaldi Editori
2009




venerdì 13 settembre 2013

In fondo al mio cannocchiale




In fondo al mio cannocchiale, i pescatori con la rete
I pescatori che cantano insieme, si muovono ritmati
Paralleli e asimmetrici, i pescatori sulla spiaggia
Nel mare prodigioso, dove fioriscono tutti i pesci,
In fondo al mio cannocchiale, ci sono i pescatori paralleli e nudi
I loro muscoli tesi sono ritmati; e sono belli come statue di basalto
E le donne laudanti e le donne vibranti come le curve delle colline
I loro seni profumati più delle gole di Tyamassass.
Ah! essere noi due soli, e tu qui nella limpida nudità dei pretempi
Al gioco dei nostri muscoli nella gioia, nelle gambe nel petto
Acceso di pure passioni, fuoco di boscaglia nella notte
Nella trasparente bellezza dei corpi d'ambra di bronzo cupo,

dei cuori di muschio.


Lèopold Sèdar Senghor 

da Poesie dell'Africa
Bandecchi&Vivaldi Editori
2009


mercoledì 24 ottobre 2012

AMO LA TUA LETTERA


Lettera di Garibaldi a alla Signora Shillipson di Londra
che gli richiedeva una ciocca di capelli!



   Amo la tua lettera dolce più del sabato pomeriggio
Più delle vacanze la tua parola di sogno azzurro
Il profumo dei manghi mi prende alla nuca
e come vino di palma in una sera di tempesta l'aroma femminile delle goyaves
Le tempeste  suscitano gli spiriti, il palazzo bianco si scuote dalle fondamenta di pietra
Mi è difficile prendere sonno, disteso sotto la lampada, sotto la violetta del Cap.
La stagione s'è annunciata sui tetti con  i venti violenti del Sud Ovest
Gonfia di burrasche, carica di passioni.
Le rose altere e i rododendri esalano l'ultimo profumo
Come dame alla fine del ballo
I fiori delle bouganvilles si disfanno delicatamente
Quando i tamarindi che sanno di limone accendono le loro stelle d'oro.
Dal fondo, sale, aggredendo le mie radici, l'odore dei neri serpenti
A consacrare la stagione dello svernamento.
Nel giardino i pavoni si aprono, è la stagione degli amori
Mutilano sui prati, principi purpurei, i flamboyants
Dal cuore di luce e i grandi gladioli di scarlatto e d'oro.
Mi assalgono tutti gli odori dell'umido primordiale e della vegetazione marcita.
Nozze di sangue e carne – anche se solamente nozze dell'anima – quando sarai tra le mie braccia
Mango maturo, goyave aperta, sospiro ah! fervido alito di freschezza.
Mi piace la tua lettera azzurra, più dolce dell'issopo
E la tua tenerezza che mi confida di te, amica mia.


Lèopold  Sèdar  Senghor
da  Poesia dell'Africa
Bandecchi&Vivaldi Editori
Aprile 2009 

venerdì 28 settembre 2012

DONNA NUDA DONNA NERA




Donna nuda, donna nera
Vestita del tuo colore che è vita, della tua forma che è bellezza!
Sono cresciuto alla tua ombra; la dolcezza delle tue mani bendavano i miei occhi.
Ed ecco che nel cuore dell'Estate e del Meriggio, ti scopro dall'alto di un colle calcinato, Terra Promessa
E la tua bellezza mi fulmina nel mezzo al cuore, come il lampo di un'aquila.
Donna nuda, donna scura
Frutto maturo dalla polpa soda, buia estasi del vino nero, bocca che fai lirica la mia bocca.
Savana dai limpidi orizzonti, savana fremente alle ardenti carezze del vento dell'est
Tam tam scolpito, tam tam teso che risuoni sotto le dita del Vincitore,
La tua voce di contralto è il canto spirituale dell'amata.
Donna nuda, donna oscura
Olio che nessun soffio può increspare, olio calmo
sui fianchi dell'atleta, sui fianchi dei prìncipi del Mali
Gazzella dalle giunture celestiali, le perle sono stelle sulla notte della tua pelle.
Delizia per i giochi della mente riflessi dell'oro rosso sulla tua pelle marezzata,
All'ombra della tua chioma, la mia angoscia si rasserena ai soli vicini dei tuoi occhi.
Donna nuda, donna nera
Canto la tua bellezza che passa, la tua forma che fisso nell'Eterno,
Prima che il Fato geloso ti incenerisca per nutrire le radici della vita.

Lèopold Sèdar Senghor

da “SENGHOR – Poesie dell'Africa -
Bandecchi &Vivaldi Editori
2009



Lèopold Sèdar Senghor, il massimo poeta africano, è una delle figure più autorevoli della cultura mondiale.
Padre della NEGRITUDINE, il grande movimento di affermazione della specificità culturale africana, è un cantore sublime dell'unità dell'uomo con la natura.

Senghor fu eletto primo Presidente della Repubblica del Senegal nel 1960, dopo la liberazione dal colonialismo
francese e ha guidato il suo paese per venti anni.
Lui cristiano in un paese musulmano, a dimostrazione della tolleranza religiosa esistente in Senegal.