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Questo blog è di Danila Oppio, colei che l'ha creato, e se ne è sempre presa cura, in qualità di webmaster.
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lunedì 17 febbraio 2014

Altre notizie I



Al nord sole e schiarite, temperatura in lieve aumento, piogge anche di forte intensità all’interno. Il tempo di spegnere la radio e fare mente locale su quale sia il mio luogo.
Una domanda a cui rispondo in fretta: sono in un vento che annuncia un temporale, ascoltando una radio notturna che parla di futuro.
Può bastare per il dubbio di esistere davvero
mentre l’albergo annega dentro un’autostrada
e i prati sono neri come gomme di camion

(Antonella Anedda – Salva con nome, 2012)


sabato 16 febbraio 2013

VOLEVO CHE IL MIO AMORE ...



  
Volevo che il mio amore non finisse
che resistesse intero – in disaccordo
perfino col ricordo e ignorasse il corpo
che da me si scostava
che ne ignorasse distanza e indifferenza
e fosse cosa mia doppiamente intrecciata
costa di giunco e aria, cesta per acqua
forma che la mano conosce
e che la storia medita quando – così di rado
per questo raramente sacra –  salva un bambino dal suo Nilo.
Così a volte fanno canestri i pazzi
per il silenzio – credo – che sale dagli spazi
per quella paglia
che le dita oscurano
per quel nodo terreno di aria e di materia.



Antonella Anedda
da Notti di pace occidentale

venerdì 15 febbraio 2013

AVVICINATI. IL RAGGIO DELLA SERA SI COMPIE



Avvicinati. Il raggio della sera si compie
contro il nero del tavolo, la lampada batte buio e luce
prima di spezzarsi nel tuono.
Non avvicinarti. Il futuro schiude vapore
come dalla storia l'opaco marmo di un tempio.
Tutto è bianco:
il rovescio dei nostri visi nelle foto
la terra rischiarata dalla duplice vela dei lenzuoli.
Prendi una strada obliqua che basti un bagliore a definire
una quiete, sottile unione del lutto,
visone sotterranea di un fiume  sotto l'intreccio delle dita.

Nel vento di queste sere non esiste che vento.
Mi hai chiesto di trattare il desiderio
come se fossi forte quanto il tempo che scuote,
Così entra l'inverno quaranta volte vissuto come tenebra
notte  intera che tesse un grande spazio
silenzio del silenzio che sbarrerà domani la finestra.


Antonella Anedda
da  Notti di pace occidentale

domenica 10 febbraio 2013

SE HO SCRITTO E' PER PENSIERO



Se ho scritto è per pensiero
perché ero in pensiero per la vita
per gli esseri felici
stretti nell'ombra della sera
per la sera che di colpo crollava sulle nuche.
Scrivevo per la pietà del buio
per ogni creatura che indietreggia
con la schiena premuta a una ringhiera
per l'attesa marina – senza grido – infinita.

Scrivi, dico a me stessa,
e scrivo io per avanzare più sola nell'enigma
perché gli occhi mi allarmano
e mio è il silenzio dei passi, mia la luce deserta
-       da brughiera  -
-       sulla terra del viale.

Scrivi perché nulla è difeso e la parola  bosco
trema più fragile del bosco, senza rami né uccelli
perché solo il coraggio può scavare
in alto la pazienza
fino a togliere peso
al peso nero del prato.


Antonella Anedda
da Notti di pace occidentale