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Questo blog è di Danila Oppio, colei che l'ha creato, e se ne è sempre presa cura, in qualità di webmaster.

giovedì 12 aprile 2012

BIANCO DESTRIERO


Mi tuffavo
nei tuoi laghi,
sponde sicure
erano le ciglia.
Vagammo poi
con il tuo destriero
a due cilindri
per vie sassose
senza meta.
Spalle di roccia
si riposavano
là, dove lo sguardo
correva sull'erba verde.
Ginestra esplosiva
mi aprivo
fra quelle rocce;
ascoltava la lucertola,
si perdevano le voci
fra le cime dei cipressi.
I sogni, sono rimasti
nelle tue tasche polverose,
il bianco destriero
ormai,
è un ammasso di lamiere.

                 Graziella Cappelli
              Da (Son cresciute le ortiche) 1999
.

2 commenti:

  1. Le metafore danno ai versi un'intensità poetica forte e bella e fanno risaltare le emozioni date dall'amore.

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    Risposte
    1. Graziella Cappelli12 aprile 2012 03:07

      Che sorpresa!
      Grazie, Gavino!
      Grazie, Giovanni!

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