Che bello avere una valigia trasparente
per poterla regalare o prestare ad altri,
per poterla nascondere, per riempirla di cento
camicette o vuotarla di tutte le cose inutili,
o al contrario, riempirla di parole,
di pensieri che non pesano, che non si odono,
ma sono lì, nella trasparenza di pochi centimetri
quadrati!
Solo ora mi sono accorto di possederla,
ma chissà da
quando ce l'avevo!
Certo, potrebbe diventare pesante
ma come può accadere?
Nella trasparenza tutto è più leggero, anzi
senza peso, come piume accarezzate dal vento gentile
che le disperde e le allontana,
rendendole ancor più eteree.
In quella trasparenza dove si vede tutto
e si vede niente, dipende da chi la guarda.
Ma ha una forma, appunto.
E' una valigia coi suoi spazi, i suoi angoli,
le sue misure, esatte.
Allo stesso tempo è di tutti e di nessuno,
perché può essere il proprio bagaglio,
il bagaglio di una vita, di una esperienza,
di uno e di mille sentimenti, anche di un viaggio
senza biglietti, affidato alla fantasia di chi
non ha potuto o non può attuarlo.
E' preziosa, ché ci puoi metter dentro quello che vuoi
e, mai, alcuno te la potrà aprire o trafugare.
La tocchi e la trascini, te la senti ai piedi,
non fa rumore e ti segue senza darti pensieri.
Non ti chiedono cosa c'è dentro, ci mancherebbe!
Ci vorrebbero settimane e mesi per elencarne
il contenuto, piena com'è di valori non dichiarati,
di pagine di dolori e di amori mai confessati,
anche di pagine scritte per un futuro migliore!
Non l'ho comprata perché era troppo costosa,
e ci ho messo anche la chiusura di sicurezza
per preservarla dai maligni e dai non addetti.
Ora mi accorgo che quella valigia
è pure vecchia
ma non ha né un graffio né un colpo.
Ah! dimenticavo, è solo trasparenza!
Gavino Puggioni
Da "L'arcobaleno in giardino"


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