Leggo poesie, decine al
giorno, non mi stancano, mi fanno innamorare, e di che?, mi chiederete.
Di quel mondo, della
poesia che riempie le mie giornate
e mi emozionano ancora e di più, quando, dopo, leggo altro in cui la stessa è
abbandonata a sé stessa, non cresce, si svuota, forse perché ne circola, in
rete e nei libri, tantissima,
degna e non degna di
essere presa in considerazione.
Io rispetto tutti coloro
che scrivono, avranno dei motivi, delle sensazioni, delle emozioni, non lo so,
ma posso assicurarvi che la poesia è cardine, asse centrale del nostro spirito
ed ognuno di noi lo esterna nella maniera che più ritiene giusta.
Data l'età, un po' mi sono
fermato a quel casello, dove questa arte ha dato il meglio di sé stessa e non
mi riferisco solo a quella italiana, seppure affascinato da quella americana,
inglese, sudamericana e russa, e tedesca e francese, tutta, insomma
Amo tutti quei poeti, indiani, libanesi, greci,
albanesi, molti africani e vorrei
essere un loro sedicesimo, tanto li ammiro e godo della loro scrittura.
Oggi ho riletto Tagore e
mi piace ricordarlo con queste che leggerete, dedicate alla poesia
L'uomo per il pane
nel campo
E quando con la penna
segna la carta
dalle pagine darà frutti
il cibo della mente
L'edera si espande:
non sa contenere
la bellezza delle
foglie.
Così anche la poesia,
quasi avesse rubato al
cielo
le lettere per
scrivere.
C'è un poeta
nel cuore
dell'universo!
Descrive sempre
la bellezza dei fiori,
cancella spesso
le insoddisfazioni dell'animo;
ma non riesce a far
tacere mai
il grido del dolore.
Rabindranath Tagore
da “Scintille”
Poeta, prosatore, drammaturgo, musicista e filosofo indiano, nacque a Calcutta nel 1861 e morì a Santi Niketan, Bolpur nel 1941.
Profondo conoscitore della lingua inglese, tradusse in seguito le opere che prima aveva scritto in bengali. Fu il poeta della nuova India, moderna e indipendente, per la quale lottò non solo con le sue opere e con le sue iniziative di carattere sociale, ma anche con il suo fiero comportamento politico. Scrittore di brani musicali, si occupò della danza indiana e di pittura risquotendo notevole successo sia a New York che in Europa.
E' soprattutto grande come poeta lirico, il cui pensiero, ispirato ad alti concetti filosofici e religiosi, lo pone tra i più grandi poeti mistici del mondo. Le più famose liriche gli valsero l'assegnazione del premio Nobel per la letteratura nel 1913.

Splendida!
RispondiEliminaGraziella